Una nuova importante tappa nel percorso di restauro dei dipinti in Santa Croce

Una nuova importante tappa nel percorso di restauro dei dipinti in Santa Croce

Una nuova importante tappa nel percorso di restauro dei dipinti in Santa Croce

Il giorno 15 settembre ha registrato la ripresa dei lavori di restauro dei dipinti murali nella chiesa eporediese di Santa Croce. «Si tratta – spiega Elena Trotto Gatta, presidente della Confraternita di Santa Croce – del terzo cantiere che si apre dopo un’impegnativa fase di raccolta fondi, alla quale hanno positivamente risposto, in primis, le fondazioni bancarie del San Paolo e della CRT, poi il Comune e la Curia di Ivrea, ma anche il Rotary, Inner Wheel, l’azienda ICAS e numerose altre espressioni della cittadinanza. Rispetto allo stupendo ciclo pittorico realizzato da Luca Rossetti nel 1753-1761, che ricopre interamente le pareti e il soffitto della chiesa, oggetto del nuovo restauro è la parte che riguarda la controfacciata e la prima campata della navata; saranno, al solito, restaurati anche gli stucchi, le dorature ed i finti marmi dipinti. Si tratta della parte della chiesa che ha maggiormente sofferto del degrado avvenuto prima del 1980, anno di ricostituzione della confraternita. Prima di allora, per decenni, l’edificio era stato praticamente abbandonato, con il tetto malconcio da cui entrava copiosamente la pioggia. Si vedono adesso parti della volta in cui si è completamente staccato l’intonaco lasciando in vista i mattoni scoperti, mentre la pellicola pittorica, danneggiata dall’umidità, continua gradatamente a sbiancarsi e sfarinarsi. L’intervento di restauro era dunque più che mai urgente».

I lavori verranno eseguiti dalla Ditta Lupo e Galli snc – Restauri d’Arte di Silvia Lupo e Massimiliano Galli, ditta che già aveva eseguito con ottimi risultati i lavori nel presbiterio, nella cupola e nell’intera area absidale. Le attività da portare avanti si articoleranno in una fase preliminare (documentazione fotografica, protezione degli elementi in legno, smontaggio dell’altare ovest ed esecuzione di tasselli di indagine stratigrafica e pulitura); una fase di consolidamento (fissaggio delle scaglie di colore sollevate con resina acrilica e carta giapponese, iniezioni a bassa pressione di malte per riadescare l’intonaco alla muratura, uso di appositi prodotti per ridare coesione alle superfici sfarinate o abrase); una fase di pulitura (rimozione dei depositi di polvere a secco e trattamento delle efflorescenze saline, rimozione meccanica a bisturi degli strati di scialbo per recuperare le pitture sottostanti) ed infine una fase di integrazione pittorica e ricostruzione (uso della tecnica del rigatino per le lacune degli elementi figurativi, ricostruzione delle decorazioni ripetitive e dei finti marmi speculari mancanti usando la tecnica dello spolvero, finitura a marmorino per gli stucchi, ecc.).

Tutti i confratelli, e gli amanti della storia dell’arte che sempre più si interessano al progetto di restauro, sono ansiosi di vedere quale sarà il nuovo volto della chiesa, e quali sorprese potranno emergere. Una prima curiosità sarà quella di vedere, una volta rimossi gli strati di scialbo che occupano interamente la controfacciata, cosa si potrà recuperare e quali figure si potranno nuovamente osservare.  Un’altra sorpresa che può emergere è relativa alla identità della ” eroina” dell’Antico Testamento (Giudittà?) dipinta nella lunetta che racchiude una finestra sulla parete est: i pochi frammenti di pittura che si sono salvati non bastano oggi a renderla riconoscibile. C’è poi, appoggiato alla parete ovest, un modesto altare di cui nulla si conosce; al di sopra di esso una pesante portella lignea con vetri poco trasparenti lascia intravedere, come si trattasse dell’ancona dell’altare, un dipinto con una scena del tutto inconsueta: si vedono la Madonna con alle spalle Gesù (?), mentre sullo sfondo, in lontananza, si erge il monte Calvario. Difficile per ora dare un’interpretazione iconografica del dipinto; tanto più che non sappiamo neppure se esso faccia parte del ciclo realizzato da Luca Rossetti o si tratti invece di un’immagine realizzata quando ormai quella originale era andata perduta. Si spera vivamente che entro il mese di febbraio 2027, terminati i lavori, si potrà dare risposta a tutti questi interrogativi.

Una nuova importante tappa nel percorso di restauro dei dipinti in Santa Croce

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